LIMPIEZA ETNICA EN SUDAN

 

 

La denuncia del obispo de El Obeid, acerca de la prosecución de las persecuciones y sevicias anticristianas en el Sudán del Norte resultan evidentes de la nota que transcribimos en su original italiano.

 

El 9 de julio de 2011, comenzó Sudán del Sur con capital en Juba, una supuesta nueva vida independiente de la que poco sabemos. Pero no se resuelve el problema del genocidio en el Norte, contra cristianos y animistas, y especialmente la etnia nuba, a la cual hemos dedicado algún artículo anteriormente.

 

 

 

 
 
Luol Deng Wizards
 
9 DE JULIO 2011- INDEPENDENCIA DE SUDAN DEL SUR
 

NUBAS. SUDAN SUR- FOTO 1949

NUBA-SUDAN

  
 
 
En las fotos, un jugador de basquetball (Chicago Bulls) de actuación internacional, originario del sur de Sudán, vistas de la fiesta de la independencia, y fotos de nubas de la república de Sudán del Norte, en vías de extinción. Oremos por Libia, Siria y Sudán, y por todo lugar donde la dignidad humana y la libertad religiosa sea conculcada.

 

 

La denuncia del vescovo sudanese di El Obeid: in atto pulizia etnica sui Monti Nuba

 

   “Sui Monti Nuba è in atto una vera e propria pulizia etnica”. A denunciarlo all’agenzia Cisa è mons. Macram Max Gassis, vescovo di El Obeid nel Sudan nord-orientale. Durante una Messa a Nairobi in ricordo di mons. Cesare Mazzolari, il compianto vescovo di Rumbek scomparso lo scorso 16 luglio, il presule ha invitato a pregare per le popolazioni Nuba e ha esortato i media a dare più spazio a quanto sta accadendo nella regione. Nell’area di frontiera ancora contesa tra Nord e Sud Sudan proseguono, infatti, gli attacchi delle truppe governative nord sudanesi. Le vere vittime dei bombardamenti sono le popolazioni civili locali che continuano a fuggire dall’area. “Dicono di combattere contro l’esercito di liberazione del popolo sudanese protagonista della passata guerra civile in Sudan (Spla), ma non c’è nessuno Spla: sono i civili che vengono uccisi e tra loro persone vulnerabili come i bambini, le donne e gli anziati”, ha denunciato mons. Gassis. Secondo il presule, dopo l’indipendenza del Sud Sudan, Khartoum non è disposta a rinunciare ai Monti Nuba, Abyei, al Darfur e alla regione del Nilo Blu, ricche di materie prime preziose a cominciare dal petrolio. Di pulizia etnica parla anche John Ashworth, consulente del Sudan Ecumenical Forum secondo il quale l’unica soluzione è un radicale cambiamento della dirigenza politica nel Nord Sudan. Ashworth ha anche confermato che dopo l’indipendenza del Sud la situazione dei sud sudanesi residenti nel Nord è sempre più precaria e che anche la presenza della Chiesa è in pericolo, dal momento che la maggioranza dei leader religiosi cristiani sono originari del Sud. (L.Z.)